La XII edizione di Fuori Luogo Spillover. Abitare la selva invita gli spettatori a lasciarsi andare nel magma del presente. La selva come luogo di scoperta, minaccioso ma potenziale, in grado di sorprenderci e di emozionarci, ma anche di individuare, tra le frasche e gli anfratti, nuovi possibili percorsi.

Spillover, salto di specie: quello che abbiamo vissuto noi quest’anno, con il passaggio a centro di produzione e innovazione, e, più in generale, quello che sta vivendo l’umanità tutta. Un salto imprevisto, incontrollabile e spaventoso, dal potenziale infinito. Come relazionarsi alla catastrofe, tra tutte quella ambientale? Come prepararsi all’isteresi*? È ancora possibile agire e pensare?

Da queste immagini vogliamo partire, cavalcando la precarietà del nostro tempo. Sconfinando tra linguaggi, media e poetiche differenti, tra proposte nazionali e internazionali, proponiamo un viaggio senza meta all’interno della selva. Da Marta Cuscunà con Il canto della caduta, passando per l’Angelo della Storia di Sotterraneo e Olivier de Sagazan con Transfiguation e Hybidation (in prima italiana), fino a MulinoBianco e Pietre Nere di Babilonia Teatri, Teatro dei Borgia, Giogina Pi, Motus, Teatro Studio Kripton, Francesco Alberici, Teatro la Ribalta – Kunst der Vielfalt, Tony Clifton Circus, Kronoteatro / Maniaci d’Amore, Scenamadre e Qui e Ora/Silvia Gribaudi. A chiusura della stagione il progetto Tutta la vita davanti Festival di teatro per vecchi del futuro, organizzato interamente da un gruppo di giovani Under30 nati dai laboratori No Recess. La nostra proposta si articola privilegiando la contaminazione di idee, politiche e pratiche.

Al vedere accompagnamo l’ascolto e l’ibridazione tra i diversi linguaggi, anche quest’anno torna il progetto Tea Time: una serie di conversazioni, dialoghi o vere e proprie performance con artisti e studiosi provenienti da diversi ambiti, in dialogo con gli spettacoli della stagione in programma.

In un presente affaticato e incomprensibile, Scarti guarda agli ultimi dieci anni per disegnare il decennio che verrà, procedendo per tentativi, salti e deviazioni. Provando ad abitare l’interregno: “La crisi consiste nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere: in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi più svariati” (Antonio Gramsci).

*”[…] fare il callo all’idea che prima o poi potremmo ritrovarci a vivere in un mondo precario e diminuito, irripristinabile nelle condizioni di abbondanza che precedevano l’escalation di catastrofi”. (Alessio Giacometti, Sopravvivere alla catastrofe, Il Tascabile 20.10.2021)

La XII edizione di Fuori Luogo Spillover. Abitare la selva invita gli spettatori a lasciarsi andare nel magma del presente. La selva come luogo di scoperta, minaccioso ma potenziale, in grado di sorprenderci e di emozionarci, ma anche di individuare, tra le frasche e gli anfratti, nuovi possibili percorsi.

Spillover, salto di specie: quello che abbiamo vissuto noi quest’anno, con il passaggio a centro di produzione e innovazione, e, più in generale, quello che sta vivendo l’umanità tutta. Un salto imprevisto, incontrollabile e spaventoso, dal potenziale infinito. Come relazionarsi alla catastrofe, tra tutte quella ambientale? Come prepararsi all’isteresi*? È ancora possibile agire e pensare?

Da queste immagini vogliamo partire, cavalcando la precarietà del nostro tempo. Sconfinando tra linguaggi, media e poetiche differenti, tra proposte nazionali e internazionali, proponiamo un viaggio senza meta all’interno della selva. Da Marta Cuscunà con Il canto della caduta, passando per l’Angelo della Storia di Sotterraneo e Olivier de Sagazan con Transfiguation e Hybidation (in prima italiana), fino a MulinoBianco e Pietre Nere di Babilonia Teatri, Teatro dei Borgia, Giogina Pi, Motus, Teatro Studio Kripton, Francesco Alberici, Teatro la Ribalta – Kunst der Vielfalt, Tony Clifton Circus, Kronoteatro / Maniaci d’Amore, Scenamadre e Qui e Ora/Silvia Gribaudi. A chiusura della stagione il progetto Tutta la vita davanti Festival di teatro per vecchi del futuro, organizzato interamente da un gruppo di giovani Under30 nati dai laboratori No Recess. La nostra proposta si articola privilegiando la contaminazione di idee, politiche e pratiche.

Al vedere accompagnamo l’ascolto e l’ibridazione tra i diversi linguaggi, anche quest’anno torna il progetto Tea Time: una serie di conversazioni, dialoghi o vere e proprie performance con artisti e studiosi provenienti da diversi ambiti, in dialogo con gli spettacoli della stagione in programma.

In un presente affaticato e incomprensibile, Scarti guarda agli ultimi dieci anni per disegnare il decennio che verrà, procedendo per tentativi, salti e deviazioni. Provando ad abitare l’interregno: “La crisi consiste nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere: in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi più svariati” (Antonio Gramsci).

*”[…] fare il callo all’idea che prima o poi potremmo ritrovarci a vivere in un mondo precario e diminuito, irripristinabile nelle condizioni di abbondanza che precedevano l’escalation di catastrofi”. (Alessio Giacometti, Sopravvivere alla catastrofe, Il Tascabile 20.10.2021)

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